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sabato 5 dicembre 2020

Il caso del cordone maculato

Nella casa di un conte bavarese accadono fatti strani. La morte di Julia Stoner, apparentemente per cause naturali, e vari attentati a casa della signora Langley, zia della ragazza, inducono Sherlock Holmes a indagare. Arrivato in Baviera, egli chiede a Helen, sorella gemella della scomparsa Julia, di raccontargli dettagliatamente i fatti in cui la sorella è rimasta uccisa. Ma nella magione si respira una strana atmosfera, uno strano fischio si sente durante la notte: che siano gli zingari accampati appena fuori dalla proprietà? Dopo un'accurata analisi della situazione, e un'approfondita indagine, Sherlock Holmes e il dottor Watson riusciranno a risolvere anche questo difficile caso e a fermare l'assassino!

 

L'episodio si apre con la morte di Julia Stoner, morsa dal serpente, mentre un uomo fuma tranquillamente il sigaro. Tutto come da copione, solo che già dall'inizio sappiamo come viene uccisa la ragazza e da chi: una grossa pecca, che toglie il pathos solitamente suscitato da una delle Avventure più rappresentate in teatro e in TV. La scena dopo la sigla si sposta in Baker Street, dove la signora Langley, zia delle gemelle Julia e Helen Stoner, chiede l'aiuto di Sherlock Holmes. Ella, infatti, è stata contatta da Helen, che è molto preoccupata dopo la morte della sorella e ha chiesto il conforto della zia; questa a sua volta chiede a Holmes di accompagnarla in Baviera, dove vive la nipote assieme al patrigno, il conte Von Nessberg. Holmes finge di prendere tempo perché la signora Langley è sorvegliata, poi si reca in Baviera assieme a Watson. Nella scena clou Holmes e Watson attendono al buio nella stanza di Helen come da prassi, ma il conte si accorge che i due non sono nella loro camera e, intuendo le loro intenzioni, fa scivolare il serpente non dal cordone del campanello ma da un'apertura vicina al pavimento. Holmes vede il serpente sul tappeto e riesce a rimandarlo indietro, segnando la fine del conte.

Questo è l'unico episodio non originale, essendo tratto direttamente dal racconto di Doyle. Presenta tuttavia delle sostanziali differenze, alcune dettate dai tempi stretti dell'episodio (20 minuti sono davvero pochi per una riduzione decente), altre sinceramente incomprensibili, come spostare l'azione in Baviera o inventare il personaggio della signora Langley. Resta comunque una riduzione dignitosa, dove Holmes e Watson risultano concreti e affiatati. L'unico problema resta l'aver dovuto condensare in 20 minuti una trama che avrebbe bisogno almeno del doppio per poter essere sviluppata adeguatamente. Peccato.


 

venerdì 9 gennaio 2015

Un movente per uccidere

Il dottor Watson è stato appena congedato dall'esercito a causa di una ferita durante la guerra in Afganistan, ed è in cerca di un alloggio. Gli è stato proposto di dividere un appartamento al 221B di Baker Street, assieme a un individuo di nome Sherlock Holmes. Ma subito dopo aver fatto conoscenza di Holmes, in Baker Street viene recapitato un biglietto con cui viene richiesta la collaborazione di Holmes per risolvere un caso di omicidio: un uomo è stato ucciso e il nome del suo assassino è rinchiuso nella cassaforte, scritto sopra il testamento del ricco defunto.

 


Un movente per uccidere è il primo degli episodi con protagonista Geoffrey Whitehead, una coproduzione americana, polacca e italiana. Alcuni episodi di questa serie hanno in comune titoli e sceneggiature della serie Guild, prodotta negli anni ‘50. Qui inizia la collaborazione tra Holmes e Watson, che indagano su un caso di omicidio: un uomo di nome George Malcom è stato trovato morto e l'ispettore Lestrade sospetta che aprendo il testamento chiuso in cassaforte vi troverà il nome dell'assassino, quindi il movente. La sospettata principale è la nipote del defunto, Audry, l'unica a comparire nel testamento, a differenza del fratellastro Peter Clifford. In realtà si tratta di una macchinazione di Clifford, che dopo aver ucciso Malcolm aveva intenzione di eliminare anche Audry, divenendo l'unico a beneficiare dell'eredità. Holmes tende una trappola a Clifford e lo coglie sul fatto, facendolo arrestare.
 

L'episodio in sé è piuttosto banale, si capisce subito tra i due sospettati chi è l'assassino, e per il fatto di dover concentrare il tutto in 20 minuti lo svolgimento della storia risulta troppo semplificata. Nonostante questi limiti, possiamo apprezzare dei buoni dialoghi, una regia più che buona, buoni costumi e buone scenografie. Un discorso a parte meritano gli attori. Whitehead è un Holmes calmo e compassato, troppo british forse. Non è male ma è insipido, non lascia il segno. Donald Pickering (Watson) invece è solido al punto giusto, da l'idea dell'ex militare. Patrick Newell (Lestrade) è quasi buffonesco, sbaglia tutto il possibile e non riesce mai a fare un ragionamento corretto. Peccato, anche perché Newell è valido, e in ambito sherlockiano lo vediamo nel ruolo di Blessington in Il paziente a domicilio della serie Le Avventure di Sherlock Holmes, e di Bentley Bobster in Piramide di Paura. Ma anche gli attori di contorno nei vari episodi sono molo validi, quindi le uniche note dolenti di questa produzione sono le sceneggiature troppo semplici, e un Whitehead bravo ma con poco carisma. L'intera serie è uscita in VHS e in DVD per la Hobby & Work.