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sabato 5 dicembre 2020

The Case of the Cunningham Heritage

Di ritorno dall'Afghanistan, essendo stato ferito in battaglia, il dottor Watson incontra il suo vecchio amico Stamford. Essendo alla ricerca di una stanza a poco prezzo, egli si confida con l'amico, che gli propone di dividere l'appartamento con un tipo strano, che all'ospedale conduce degli esperimenti sui cadaveri. Il suo nome è Sherlock Holmes, e Watson si reca all'ospedale per conoscerlo. I due si trasferiscono in Baker Street, ma non c'è il tempo di disfare i bagagli che per Holmes arriva una richiesta d'aiuto: c'è da risolvere un omicidio e catturare un colpevole! Holmes e Watson si recano sulla scena del crimine e indagano, e contro il parere dell'ispettore Lestrade riusciranno a individuare il vero colpevole e ad assicurarlo alla giustizia.

 

Primo episodio della serie Guild, prodotta per la TV americana e girata in Francia nel 1954, che mostra l'incontro tra il dottor Watson e Sherlock Holmes, seguendo abbastanza fedelmente quanto avviene nel romanzo. A causa dei tempi televisivi molto stretti Holmes spiega subito a Watson le deduzioni che l'hanno portato a ipotizzare la provenienza dall'Afghanistan. I due si trasferiscono in Baker Street e, mentre stanno disfacendo i bagagli un fattorino (ex sergente di marina) consegna una richiesta di Lestrade: fin qui tutto da copione, ricalca in maniera abbastanza fedele, seppur sinteticamente, Uno Studio in Rosso, poi diventa tutta un'altra storia. Una giovane donna in lacrime è accusata di aver ucciso il marito per questioni di eredità e Lestrade la arresta senza indugio, ma Sherlock Holmes non crede alla sua colpevolezza e, con l'aiuto determinante di Watson, cattura il vero colpevole.


La trama in sé, almeno la parte "originale", non è nulla di trascendentale; scontato il movente e altrettanto scontato il colpevole, ha il pregio di avere dialoghi agili e praticamente nessun tempo morto. Essendo episodi da poco più di 20 minuti, era quasi inevitabile non poter lavorare su trame troppo elaborate, ma l'episodio risulta "fresco" e piacevole. Gli attori sono bravi, mai sopra le righe; Ronald Howard è un Holmes apprezzabile, pur non potendo esplorare a fondo il personaggio, e soprattutto non dice mai "Elementare, Watson"; Howard Marion Crawford è un Watson simpatico ma non sciocco come quello di Nigel Bruce, e gli episodi sono inframezzati dalla sua voce narrante, come a voler ricreare lo spirito dei racconti. Piacevole.



Il caso del cordone maculato

Nella casa di un conte bavarese accadono fatti strani. La morte di Julia Stoner, apparentemente per cause naturali, e vari attentati a casa della signora Langley, zia della ragazza, inducono Sherlock Holmes a indagare. Arrivato in Baviera, egli chiede a Helen, sorella gemella della scomparsa Julia, di raccontargli dettagliatamente i fatti in cui la sorella è rimasta uccisa. Ma nella magione si respira una strana atmosfera, uno strano fischio si sente durante la notte: che siano gli zingari accampati appena fuori dalla proprietà? Dopo un'accurata analisi della situazione, e un'approfondita indagine, Sherlock Holmes e il dottor Watson riusciranno a risolvere anche questo difficile caso e a fermare l'assassino!

 

L'episodio si apre con la morte di Julia Stoner, morsa dal serpente, mentre un uomo fuma tranquillamente il sigaro. Tutto come da copione, solo che già dall'inizio sappiamo come viene uccisa la ragazza e da chi: una grossa pecca, che toglie il pathos solitamente suscitato da una delle Avventure più rappresentate in teatro e in TV. La scena dopo la sigla si sposta in Baker Street, dove la signora Langley, zia delle gemelle Julia e Helen Stoner, chiede l'aiuto di Sherlock Holmes. Ella, infatti, è stata contatta da Helen, che è molto preoccupata dopo la morte della sorella e ha chiesto il conforto della zia; questa a sua volta chiede a Holmes di accompagnarla in Baviera, dove vive la nipote assieme al patrigno, il conte Von Nessberg. Holmes finge di prendere tempo perché la signora Langley è sorvegliata, poi si reca in Baviera assieme a Watson. Nella scena clou Holmes e Watson attendono al buio nella stanza di Helen come da prassi, ma il conte si accorge che i due non sono nella loro camera e, intuendo le loro intenzioni, fa scivolare il serpente non dal cordone del campanello ma da un'apertura vicina al pavimento. Holmes vede il serpente sul tappeto e riesce a rimandarlo indietro, segnando la fine del conte.

Questo è l'unico episodio non originale, essendo tratto direttamente dal racconto di Doyle. Presenta tuttavia delle sostanziali differenze, alcune dettate dai tempi stretti dell'episodio (20 minuti sono davvero pochi per una riduzione decente), altre sinceramente incomprensibili, come spostare l'azione in Baviera o inventare il personaggio della signora Langley. Resta comunque una riduzione dignitosa, dove Holmes e Watson risultano concreti e affiatati. L'unico problema resta l'aver dovuto condensare in 20 minuti una trama che avrebbe bisogno almeno del doppio per poter essere sviluppata adeguatamente. Peccato.


 

giovedì 9 aprile 2015

Il Segno dei Quattro

Sherlock Holmes sta attraversando uno dei suoi frequenti momenti di depressione. La mancanza di azione e di stimoli intellettivi spingono l'investigatore inglese ad assumere cocaina, fino a quando non bussa alla sua porta una signorina dall'aspetto piacente, tale Mary Morstan. Il padre della ragazza, ufficiale dell'esercito britannico, è scomparso appena tornato dall'India e a lei, da svariati mesi, vengono consegnate perle preziosissime da un anonimo benefattore. Ma c'è dell'altro. Cosa sono quelle strane lettere che le vengono recapitate? E chi si cela dietro la misteriosa firma "II Segno dei Quattro"? Ecco alcuni degli ingredienti della seconda avventura di Sherlock Holmes, tra le nebbie di Londra e i gioielli del Rajah, tra modernità e riti arcaici.


Si tratta di una delle tante riduzioni de Il Segno dei Quattro, certamente una delle migliori. Come per tutti gli episodi di questa serie, si apre con il crimine che fa da introduzione allo svolgimento della storia. La trama ricalca in maniera piuttosto fedele il romanzo, tranne che alcune piccole differenze. Non vi è alcun accenno alla cocaina, tanto per cominciare, e Watson non convolerà a nozze con Mary Morstan, nonostante una tenera intesa abbastanza manifesta. Sarà addirittura Thaddeus Sholto a chiedere la mano di Mary, senza successo. L'inseguimento sul Tamigi (piuttosto breve per esigenze di durata dell'episodio) si svolge di giorno e non di notte. Infine, la cassetta del tesoro viene portata da Watson a Mary e aperta davanti a lei, scoprendola vuota. Ma sono piccole libertà prese dagli sceneggiatori, che non stravolgono la trama.


E' una riduzione di grande qualità, a colori come tutti gli episodi della serie BBC del 1968, e Peter Cushing è un Holmes energico e scattante, che non fa rimpiangere l'ottimo Wilmer che l’aveva preceduto. Purtroppo della serie del 1968 sono sopravvissuti solo 6 episodi su 16, e sono stati pubblicati in DVD in lingua originale.


mercoledì 8 aprile 2015

Uno Studio in Rosso

Un cadavere viene trovato al numero 3 di Lauriston Gardens. Sotto il cadavere c'è una fede nuziale e sulla parete la scritta RACHE, tracciata col sangue. Sul luogo del delitto viene convocato Sherlock Holmes, il quale ben presto capisce di dover inseguire uno spietato assassino in cerca di vendetta, che non si fermerà davanti a nulla pur di ottenerla. Al primo cadavere se ne somma un altro e l'assassino sembra svanito nel nulla. Ma Sherlock Holmes sa bene come cercarlo e farlo cadere in trappola, mettendogli le manette personalmente sotto gli sguardi stupiti degli ispettori Gregson e Lestade di Scotland Yard.




Una delle poche trasposizioni di Uno Studio in Rosso (soprattutto tra quelle degne di nota), datata 1968, della serie prodotta dalla BBC con Peter Cushing e Nigel Stock. L'apertura è dedicata all'uccisione di Enoch J. Drebber (senza inquadrare mai il volto dell'assassino), per proseguire abbastanza fedelmente al romanzo. Le uniche differenze riguardano una capatina a un teatro per parlare con l'attore che impersona la vecchia che va a recuperare l'anello in Baker Street (episodio completamente inventato), e la dimostrazione che le pasticche contengono veleno non attraverso lo scottish terrier malato ma con un esperimento chimico.


Cushing e Stock sono una coppia di attori di altissimo livello e si vede. Cushing è da sempre un appassionato sherlockiano, e ha studiato con attenzione i racconti originali: da un'interpretazione fedele e scattante. A voler trovare un difetto forse è un po’ in là con gli anni, e di sicuro è un po’ basso, ma sono cose ininfluenti. Stock, già al fianco di Wilmer, è un ottimo Watson, anche se a tratti (colpevole lo sceneggiatore) è poco perspicace: siamo ancora lontani dall'ottimo Watson di David Burke. Decisamente bravi tutti gli attori, una produzione di alto livello che, purtroppo, ha visto gran parte degli episodi andati perduti. Quelli sopravvissuti sono editi in DVD in lingua originale.


La banda maculata

Julia ed Helen Stoner sono sorelle, e vivono nella loro residenza di Stoke Moran col patrigno Grimesby Roylott. Julia sta per sposarsi, ma un sinistro sibilo nella notte la rende inquieta, e lo confida alla sorella. Proprio quella notte Julia muore in maniera misteriosa, facendo riferimento a una banda maculata. Tempo dopo Helen contatta Sherlock Holmes: anch’ella sta per sposarsi, ma come la sorella Julia ha sentito un sibilo nella notte e teme per la propria vita. Tra una visita minacciosa del dottor Roylott ed un viaggio a Stoke Moran, Sherlock Holmes sventerà la minaccia della terribile banda maculata...

 


Nel 1964 la BBC produsse un episodio della serie Detective con protagonista Sherlock Holmes: si tratta di The Speckled Band (La banda maculata), e come attori principali furono scelti Douglas Wilmer (Holmes) e Nigel Stock (Watson). L'episodio ebbe tanto successo che fu ritrasmesso a distanza di pochi mesi e la BBC decise di produrre una serie di dodici avventure di Sherlock Holmes, mantenendo gli stessi attori protagonisti. Wilmer e Stock delinearono i modelli di Holmes e Watson che furono punto di riferimento per molti anni, fino alle interpretazioni di Jeremy Brett e David Burke. Guardando questi episodi capiamo bene il perché.


La riduzione è ottima. Gli sceneggiatori si prendono giusto qualche piccola libertà di poco conto, ma possiamo tranquillamente parlare di un'opera al limite della perfezione. Wilmer è un Holmes pieno di se, e soprattutto negli episodi successivi a tratti sgarbato e un filo antipatico, ma molto calzante con la figura letteraria. Stock è un Watson gentleman e garbato, solido, che da proprio l'idea del dottore. Insieme sono una coppia che funziona molto bene, e viene supportata da ottimi comprimari. Molto bene la sceneggiatura e la ricostruzione degli ambienti.
La serie fu filmata in bianco e nero ed è stata pubblicata in DVD, tranne che per due episodi andati perduti.


giovedì 15 gennaio 2015

Il Segno dei Quattro

Sherlock Holmes sta attraversando uno dei suoi frequenti momenti di depressione, fino a quando non bussa alla sua porta una signorina dall'aspetto piacente, tale Mary Morstan. Il padre della ragazza, ufficiale dell'esercito britannico, è scomparso appena tornato dall'India e a lei, da svariati mesi, vengono consegnate perle preziosissime da un anonimo benefattore. Ma c'è dell'altro. Cosa sono quelle strane lettere che le vengono recapitate? E chi si cela dietro la misteriosa firma "II Segno dei Quattro"? Ecco alcuni degli ingredienti della seconda avventura di Sherlock Holmes, tra le nebbie di Londra e i gioielli del Rajah, tra modernità e riti arcaici.



La riduzione de Il Segno dei Quattro prodotta dalla Hallmark è in assoluto tra le peggiori di sempre, è bene dirlo subito. Moltissime le libertà prese dagli sceneggiatori che risultano indigeste a chi ha letto il romanzo, e soprattutto un Holmes antipatico come pochi. Ma andiamo per ordine.
Il film si apre con la storia di Small e del tesoro di Agra, per poi spostarsi nel salotto di Baker Street, dove un Holmes abbigliato in maniera stravagante (per usare un eufemismo) strazia le orecchie del povero Watson (e le nostre) col violino, in attesa che il dottore termini di leggere il trattato sulle ceneri di tabacco di Holmes e ne dia un giudizio critico. Dopo pochi minuti viene introdotta Mary Morstan e la storia canonica delle perle, del biglietto misterioso, dell'incontro con Thaddeus Sholto, ecc. Tutto segue secondo copione fino al ritrovamento della lancia Aurora da parte di Wiggins (e non di Holmes travestito da marinaio): a questo punto inizia praticamente un'altra storia, tante sono le differenze con il libro!


Holmes non ottiene la collaborazione dell'ispettore Jones (che anzi fa di tutto per ostacolarlo), il quale sta andando al molo dov'è l'Aurora (ma non si capisce perché, dato che è convinto di avere sotto chiave il colpevole, Thaddeus Sholto) con una mezza dozzina di agenti. Ricorrendo ai suoi Irregulars, Holmes fa ritardare l'arrivo di Jones al molo, che per tutta risposta sequestra le pistole a lui e a Watson. Non avviene alcun inseguimento sul Tamigi, ma uno scontro a fuoco con Small e Tonga (che non è per niente "small"), il quale lancia dardi a volontà abbattendo due agenti. Ma per fortuna Holmes ha fatto sintetizzare un antidoto al dottor Morgan di Scotland Yard (perché non l'ha realizzato egli stesso?) e questo salva la vita ai due agenti, nonché al dottor Watson. Tonga perde la cerbottana e ne realizza un'altra con una canna, ma muore in un duello con Holmes che gli spara un dardo a sua volta. Small viene catturato da Holmes, non prima di aver svuotato nel fiume il contenuto del forziere, ma preferisce suicidarsi con uno dei dardi che finire in prigione. Mary Morstan, infine, va con Thaddeus Sholto in India per aiutare i bambini di Agra, utilizzando i ricavi dalla vendita delle perle e di Pondicherry Lodge. Nessuna storia d'amore con Watson, che comunque sembra emotivamente coinvolto.


La trama, di per se, è già abbastanza stravolta, ma il carico da undici ce lo mette Matt Frewer, un Holmes che si sforza in tutti i modi di risultare simpatico, ma il risultato è inesorabilmente l'opposto. La gestualità, i sorrisetti, le smorfie, le espressioni: tutto contribuisce a renderlo davvero odioso, e il bello è che Hallmark ha realizzato ben quattro film con Frewer! Kenneth Welsh, d'altro canto, è un Watson più che buono, nonostante stia spesso accigliato e sia penalizzato da una età troppo matura. Tra i comprimari una Mrs Hudson anonima, un Wiggins bravo ma grandicello, un ispettore Jones molto bravo e volutamente antipatico, una Mary Morstan forse troppo aggressiva ma decisamente buona, un Thaddeus Sholto sopra le righe e un Jonathan Small ringhioso ma truccato decisamente male. Chi volesse comunque vedere questo film può trovarlo in DVD singolo o doppio, con abbinato Il mastino dei Baskerville, sempre firmato Hallmark.


venerdì 9 gennaio 2015

Un movente per uccidere

Il dottor Watson è stato appena congedato dall'esercito a causa di una ferita durante la guerra in Afganistan, ed è in cerca di un alloggio. Gli è stato proposto di dividere un appartamento al 221B di Baker Street, assieme a un individuo di nome Sherlock Holmes. Ma subito dopo aver fatto conoscenza di Holmes, in Baker Street viene recapitato un biglietto con cui viene richiesta la collaborazione di Holmes per risolvere un caso di omicidio: un uomo è stato ucciso e il nome del suo assassino è rinchiuso nella cassaforte, scritto sopra il testamento del ricco defunto.

 


Un movente per uccidere è il primo degli episodi con protagonista Geoffrey Whitehead, una coproduzione americana, polacca e italiana. Alcuni episodi di questa serie hanno in comune titoli e sceneggiature della serie Guild, prodotta negli anni ‘50. Qui inizia la collaborazione tra Holmes e Watson, che indagano su un caso di omicidio: un uomo di nome George Malcom è stato trovato morto e l'ispettore Lestrade sospetta che aprendo il testamento chiuso in cassaforte vi troverà il nome dell'assassino, quindi il movente. La sospettata principale è la nipote del defunto, Audry, l'unica a comparire nel testamento, a differenza del fratellastro Peter Clifford. In realtà si tratta di una macchinazione di Clifford, che dopo aver ucciso Malcolm aveva intenzione di eliminare anche Audry, divenendo l'unico a beneficiare dell'eredità. Holmes tende una trappola a Clifford e lo coglie sul fatto, facendolo arrestare.
 

L'episodio in sé è piuttosto banale, si capisce subito tra i due sospettati chi è l'assassino, e per il fatto di dover concentrare il tutto in 20 minuti lo svolgimento della storia risulta troppo semplificata. Nonostante questi limiti, possiamo apprezzare dei buoni dialoghi, una regia più che buona, buoni costumi e buone scenografie. Un discorso a parte meritano gli attori. Whitehead è un Holmes calmo e compassato, troppo british forse. Non è male ma è insipido, non lascia il segno. Donald Pickering (Watson) invece è solido al punto giusto, da l'idea dell'ex militare. Patrick Newell (Lestrade) è quasi buffonesco, sbaglia tutto il possibile e non riesce mai a fare un ragionamento corretto. Peccato, anche perché Newell è valido, e in ambito sherlockiano lo vediamo nel ruolo di Blessington in Il paziente a domicilio della serie Le Avventure di Sherlock Holmes, e di Bentley Bobster in Piramide di Paura. Ma anche gli attori di contorno nei vari episodi sono molo validi, quindi le uniche note dolenti di questa produzione sono le sceneggiature troppo semplici, e un Whitehead bravo ma con poco carisma. L'intera serie è uscita in VHS e in DVD per la Hobby & Work.


giovedì 8 gennaio 2015

1994 Baker Street: Sherlock Holmes Returns

In un laboratorio segreto nei pressi di San Francisco, dal lontano 1899, Sherlock Holmes giace in animazione sospesa in attesa dell'anno 2000, ma si risveglia nel 1993 a causa di un terremoto. Egli è aiutato nel suo recupero dalla dottoressa Amy Winslow, che vive al 1994 di Baker Street. Ma non c'è tempo da perdere, perché una serie di delitti e un rapimento richiedono un intervento decisivo del grande detective. Holmes contrappone le sue abilità contro i discendenti della famiglia Moriarty, guidati da James Moriarty Booth ed è anche aiutato da un nuovo gruppo di Irregolari di Baker Street guidato da Zapper.




In questo film per la TV trasmesso dalla CBS nel 1993 ad interpretare Sherlock Holmes è un volto già noto agli appassionati sherlockiani: si tratta di Anthony Higgins, che in Piramide di Paura aveva interpretato il Professor Rathe. La scelta è felice, sia fisicamente che in base alle qualità interpretative. E' vero che i toni sono piuttosto leggeri, ma riesce comunque a dare spessore e credibilità al personaggio.


Holmes si risveglia e inizia a stupire tutti con sequele di deduzioni, alcune in parte errate per via di un secolo di differenze culturali (elemento comico più volte ricercato), quindi si mette immediatamente sulle tracce del discendente del professor Moriarty, interpretato da Ken Pogue, anch'egli (ovviamente) grande mente criminale. Nella sua missione viene affiancato dalla dottoressa Amy Winslow, interpretata da Debrah Farentino, che per prima ha soccorso il detective appena risvegliatosi dal sonno criogenico, e che lo ospita nel suo appartamento al numero 1994 di Baker Street, solo che non siamo a Londra ma a San Francisco. Tutto il film, come è logico, vede da un lato lo scontro tra Holmes e Moriarty (che distrugge le prove dell'esistenza di Holmes), e dall'altro l'integrazione di Holmes nel mondo moderno, fatto di usi, costumi, tecnologie lontanissime dal XIX secolo. Pur mantenendo toni di commedia, per fortuna non si scade nella parodia più bassa, e quindi il film si lascia guardare con piacere. Alla fine, dopo aver sventato un rapimento e aver fatto imprigionare Moriarty, Holmes decide di rimanere a San Francisco e di proseguire lì la sua attività di detective privato, coadiuvato dalla dottoressa Winslow e da un nuovo gruppo di Irregolari, nonché da una nuova Mrs Hudson.


Questo film , concepito come pilot per una serie mai realizzata, ha il grande merito di essere leggero ma non banale, e di avere un cast di tutto rispetto. Come già detto, si lascia guardare e riesce a strappare più di un sorriso. Non risultano programmazioni su reti italiane, ma di questo non sono sicuro. E' possibile trovarlo in DVD in lingua originale.


lunedì 5 gennaio 2015

Mio caro Dr. Watson

Londra, 1895. Holmes è appena tornato da un lungo viaggio in Oriente, e Watson va una sera a trovarlo. L'ispettore Lestrade è stato dimesso in settimana dal manicomio dove era stato rinchiuso in seguito a un fortissimo esaurimento nervoso causato dai numerosi insuccessi professionali, a fronte dei successi dello stesso Holmes. Lestrade va anch'egli a fare visita a Holmes la stessa sera, e i tre conversano amabilmente, ma quando Watson e Lestrade escono dall'appartamento di Baker Street, Watson viene rapito. Chi è la mente criminale che si cela dietro questo terribile piano per annientare Holmes?



Tra il 1985 e il 1989 la Universal TV produsse una nuova serie di Alfred Hitchcock Presents, e nell'episodio 16 della quarta stagione venne fatto un omaggio a Sherlock Holmes, rendendolo protagonista di una avventura inedita, ovviamente presentato dallo stesso Hitchcock abbigliato in stile sherlockiano. In realtà il regista era morto nel 1980, quindi la presentazione era tratta da uno degli episodi della serie originale (1955-1962).


Pur dovendo sviluppare una trama in soli 20 minuti, gli sceneggiatori hanno inserito numerosi elementi: Watson rapito, Lestrade che cerca di aiutare Holmes per riscattarsi in qualche modo dai tanti fallimenti, Mycroft che viene assassinato, e sopra a tutto l'ombra minacciosa del Napoleone del crimine redivivo. Il tutto, una volta miscelato, risulta comunque piacevole. Non mancano i colpi di scena, e pazienza se le scenografie non sono memorabili.
Veniamo agli attori. Sia per quanto riguarda Brian Bedford (Holmes) che per Patrick Monckton (Watson), pur svolgendo un lavoro dal punto di vista recitativo molto buono, risultano (soprattutto Bedford) fisicamente inadatti. Discorso diverso per John Colicos (Lestrade), che probabilmente è il migliore di tutti, mentre Graeme Campbell (Mycroft) è completamente fuori ruolo: alto e magro si può tollerare solo Christopher Lee, e soprattutto è assurdo immaginare Mycroft che prenda attivamente parte a un caso, prestandosi a fare da esca e fingendosi morto!


Ma in fondo si tratta di un omaggio, senza nessuna pretesa di continuità col Canone, e va visto come un piacevole divertissement. Certo è che, vedendo Alfred Hitchcock col deerstalker e la pipa, non posso fare a meno di pensare a chissà quale capolavoro avrebbe potuto realizzare con protagonista Sherlock Holmes...

mercoledì 31 dicembre 2014

Il Segno dei Quattro

Sherlock Holmes sta attraversando uno dei suoi frequenti momenti di depressione, fino a quando non bussa alla sua porta una signorina dall'aspetto piacente, tale Mary Morstan. Il padre della ragazza, ufficiale dell'esercito britannico, è scomparso appena tornato dall'India e a lei, da svariati mesi, vengono consegnate perle preziosissime da un anonimo benefattore. Ma c'è dell'altro. Cosa sono quelle strane lettere che le vengono recapitate? E chi si cela dietro la misteriosa firma "II Segno dei Quattro"? Ecco alcuni degli ingredienti della seconda avventura di Sherlock Holmes, tra le nebbie di Londra e i gioielli del Rajah, tra modernità e riti arcaici.



Tra il 1983 e il 1984 la TV australiana ha trasmesso quattro adattamenti dai romanzi di Conan Doyle, prodotti dalla Burbank Films con la voce di Peter O'Toole. Si tratta di The Sign of Four, The Baskerville Curse, A Study in Scarlet e Valley of Fear. Si tratta quindi del primo adattamento, e supera l'esame a pieni voti.
La qualità è piuttosto alta, animazioni ben delineate e proporzionate per l'epoca, e la sceneggiatura ricalca quasi alla perfezione il romanzo originale. Viene ovviamente omessa la dipendenza di Holmes dalla cocaina, così come la morte di Tonga viene "addolcita": Holmes spara ma lo manca, ma il pigmeo inciampa in una fune e cade nel fiume annegando. Non vi è alcun accenno a una possibile storia d'amore tra Watson e Mary Morstan, ma visto che Watson viene ritratto come un signore di mezza età, sembrerebbe piuttosto improbabile.
Tolti questi trascurabili dettagli, a maggior ragione trattandosi di un cartone animato, siamo di fronte a un prodotto di grande qualità, e anche se ormai siamo abituati ad animazioni per la TV di altissimo livello, questa produzione non sfigura affatto.
Di passaggi in TV italiane manco a parlarne, l'unico modo di vederlo è in lingua originale, godendosi la voce di Peter O'Toole.

 

Il Segno dei Quattro

Un misterioso individuo con una gamba di legno si affaccia alla finestra di John Sholto, ex ufficiale dell'Esercito, che muore per lo spavento. La signorina Mary Morstan suona alla porta di Sherlock Holmes con una misteriosa missiva e un diamante preziosissimo, il Great Mogul, arrivatole per posta assieme al biglietto. Cosa significa la misteriosa firma "II Segno dei Quattro"? Perché uno dei figli di Sholto viene assassinato in circostanze misteriose, e chi l'ha ucciso? Holmes e Watson vengono trascinati in una esotica e pericolosissima avventura, che li porterà verso il favoloso tesoro di Agra.



In questo film per la TV britannica è Ian Richardson a vestire i panni di Sherlock Holmes, mentre David Healy interpreta Watson. I due svolgono un lavoro egregio, forse un po' sopra le righe Richardson, mentre Healy semmai non è molto adatto fisicamente al ruolo, pur essendo un Watson credibile. La regia è molto buona, vicina a un prodotto cinematografico, ma è la sceneggiatura a fare acqua (letteralmente!).


Innanzitutto non vi è la storia d'amore tra Mary Morstan e Watson, giusto qualche laconico scambio di sguardi ma niente di più. In secondo luogo Thaddeus Sholto viene assassinato da Jonathan Small (senza motivo) e Holmes (da solo, e chissà in seguito a quale intuizione) interviene lottando con Tonga (scena piuttosto comica) facendolo fuggire, salvando Mary da morte certa. Successivamente si reca nel circo di stanza proprio di fronte alla casa di Thaddeus Sholto, dove Tonga si esibisce come creatura aborigena e carnivora, dovendo affrontare dapprima l'uomo forzuto che gli lancia il bilancere, poi inseguendo Tonga e Small nella casa degli orrori. I due sfuggono ancora e Holmes torna a Baker Street. Holmes si traveste da marinaio ingannando Watson come da copione, ma non è lui a scoprire la lancia Aurora in rimessa, bensì i suoi irregulars. Scatta allora l'inseguimento sul Tamigi, solo che si svolge di giorno e non di notte. Ad aggiungere ulteriore pathos Holmes salta sull'Aurora e lottando con Small cadono entrambi in acqua. Tornati tutti in Baker Street, la cassetta si rivela essere vuota ma, colpo di scena: Holmes apre la gamba di legno di Small e cominciano a cadere sul tappeto i gioielli del tesoro di Agra. Ovviamente appartengono alla Corona e vengono portati via, ma Mary tiene per se il Great Mogul.


Altra nota stonata: l'ispettore di Scotland Yard dovrebbe essere Athelney Jones, ma viene chiamato ispettore Layton. Da segnalare anche l'utilizzo di Toby in maniera ben poco ordodossa: mentre il segugio segue le tracce, Holmes e Watson dapprima vanno a piedi, poi seduti comodamente su un carro, e poi addirittura in bicicletta! Infine non si riesce a capire perché utilizzare nella sigla di apertura scene tratte sia dalla stessa pellicola, col risultato di anticipare parecchio la trama, che da Il mastino dei Baskerville, girato in contemporanea dalla stessa produzione.
In definitiva lascia un sapore agrodolce in bocca: da un lato abbiamo un certo dispendio di fondi, visto che potrebbe benissimo passare per una pellicola per il cinema, e la presenza di un Ian Richardson che si dimostra un ottimo Holmes (tranne forse quando alza il sopracciglio!), mentre dall'altra parte una serie di spunti che non sempre risultano vincenti, ma più spesso sfiorano il ridicolo. Da segnalare una particolarità: è stata utilizzata una sequenza di Vita Privata di Sherlock Holmes, chissà perché.
Uscito nel 1983, in Italia c'è stato almeno un passaggio televisivo sul finire degli anni '80 su Rete 4 in prima serata, mentre non è tuttora disponibile in DVD, se non in lingua originale.

giovedì 27 novembre 2014

La scritta insanguinata

Un orribile delitto è stato commesso al numero 3 di Lauriston Gardens. Un cadavere col volto segnato da una maschera di terrore, una fede nuziale ritrovata sotto il corpo e la scritta "vendetta" scritta col sangue sulla parete. Nonostante la presenza dell'ispettore Lestrade e dell'ispettore Gregson, l'unico in grado di risolvere l'enigma e prendere il colpevole è Sherlock Holmes.







La seconda parte del primo episodio delle avventure di Sherlock Holmes e del Dottor Watson realizzate dalla televisione russa si apre con una tipica mattinata a Baker Street, con Holmes che si lamenta per la scarsità di crimini in una città come Londra. Mentre i due giocano a scacchi, Watson mostra a Holmes il proprio orologio, e lo sfida a ricavarne indizi sul proprietario. Holmes stupisce Watson con gli indizi che riesce a trovare sul suo defunto fratello (episodio tratto da Il Segno dei Quattro) dopodiché un ex sergente di marina recapita un messaggio dell'ispettore Gregson riguardante un delitto a Lauriston Gardens. I due si recano sul luogo del delitto e da qui in poi la trama ricalca abbastanza fedelmente Uno Studio in Rosso. La differenza maggiore riguarda l'arresto di Jefferson Hope, che avviene per strada in seguito ad un finto malore di Holmes e non nel salotto di Baker Street.


Da segnalare anche un viaggio notturno a Lauriston Gardens da parte di Watson, con conseguente aggressione ai suoi danni, episodio completamente inventato dagli sceneggiatori.
Ottima l'interpretazione di Libabov e Solomin, pregevole la ricostruzione della trama originale (nonostante la povertà di mezzi e un utilizzo esasperato della camera a spalla). In definitiva siamo di fronte a un prodotto realizzato con grande rispetto e amore per la figura di Sherlock Holmes. E' davvero un peccato che non siano mai stati doppiati in italiano e che non siano mai stati trasmessi qui da noi.


mercoledì 12 novembre 2014

Conoscente

Il dottor Watson, appena tornato dall'Oriente, è in cerca di un alloggio da dividere con un coinquilino e l'amico Stanford lo porta a casa di Sherlock Holmes, uno strano personaggio che si diletta di chimica in salotto e ignora la teoria Copernicana. Il misterioso modo di fare del suo coinquilino induce Watson a credere che Holmes sia connesso strettamente al mondo del crimine, ma come diabolica mente criminale. Dopo l'opportuno chiarimento, i due ricevono la visita della signorina Helen Stoner, che ha paura per la propria vita. Dopo la visita del dottor Roylot, patrigno della signorina Stoner, Holmes e Watson si recano a Stoke Moran e scopriranno un terribile segreto.



Il primo degli episodi interpretati da Vasily Livanov (Holmes) e Vitalij Solomin (Watson) si apre con il famoso incontro tra i due, solo che avviene nel salotto di Baker Street, dove Holmes alloggia già da solo, lamentandosi dell'affitto troppo alto.
E' curioso come l'atteggiamento misterioso di Holmes induca Watson a crederlo un criminale e, dopo un amichevole incontro di boxe tra i due, tutto il mistero venga svelato.
Successivamente viene introdotto il caso de La banda maculata, che viene rappresentato in modo piuttosto fedele al racconto.


Questo episodio per la TV russa è davvero molto curato. Vediamo ben caratterizzati gli interni (un po' meno gli esterni: Stoke Moran non è proprio inglese né ottocentesca!), così come i costumi, e i dialoghi sono molto curati. Una menzione a parte ovviamente meritano gli interpreti: Livanov è un ottimo Holmes, mentre Solomin è un Watson solido e molto "inglese". Davvero un'eccellente interpretazione da parte di entrambi. Un po' troppo sopra le righe l'interprete del dottor Roylot...
Pur non avendo potenti mezzi economici, la televisione russa è riuscita a confezionare un ottimo prodotto, ed è davvero un peccato che non siano mai stati trasmessi in Italia questi episodi. In rete si trovano in russo sottotitolato: armatevi di pazienza...