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mercoledì 28 ottobre 2015

La strana persecuzione

Da tre anni, ogni primo di maggio, un pacco anonimo viene recapitato al milionario industriale del tabacco John Vincent Harden, e il contenuto è sempre una pistola. Una ben strana minaccia, che potrebbe concretizzarsi il prossimo primo di maggio. La signora Harden è angosciata al pensiero, e si reca in segreto da Sherlock Holmes chiedendo il suo aiuto. Caso strano, anche il signor Harden contatta Holmes, ma la natura del problema che espone è ben diversa: egli teme per il figlio Vincent, un ventenne debole di carattere che frequenta assiduamente un uomo di nome Anthony Smith, il quale esercita una elevato influenza sul giovane Vincent. Possibile che i due fatti siano collegati?

 
“…la strana persecuzione di cui era vittima John Vincent Harden, il re del tabacco…” (Il ciclista solitario). Siamo in pieno dramma familiare: il padre è un industriale arricchito dal carattere forte, e si presume abbia molti nemici; la madre è debole e devota; il figlio è un ventenne smidollato e viziato, facile preda di gente senza scrupoli che può indirizzarne il pensiero e le azioni. Davanti a loro ecco il misterioso Anthony Smith, che vanta i doni dell’eloquenza e della cultura, dalle cui labbra pende il giovane Vincent. Sherlock Holmes ha un degno avversario, astuto e senza scrupoli, ma da vecchia volpe qual è saprà renderlo innocuo. In mezzo a tutto questo, Holmes troverà il tempo di occuparsi della misteriosa faccenda che interessa la signorina Violet Smith.
Ancora una volta Réouven dosa bene i tempi e riesce a incastrare un racconto del Canone con uno di quelli “accennati” dal dottor Watson, e la farina del sacco di questo autore è di prima qualità. Bella atmosfera, ottimo il contorno e personaggi interessanti. Sopra a tutto e tutti, ovviamente, una coppia di protagonisti che sembra uscita dalle pagine di Doyle. La trama tende ad essere forse un po’ scontata, nel senso che si intuisce ben presto come andrà a finire, ma il racconto resta meritevole di una lettura.
Il racconto fa parte del volume I passatempi di Sherlock Holmes, edito nel 1990 dalla Libreria del Giallo, e successivamente ristampata nel 2002 all’interno della collana Sherlock Holmes & Co. da Fabbri Editori.

lunedì 26 ottobre 2015

L'improvvisa morte del cardinale Tosca

In una biblioteca ebraica a Londra trova la morte in circostanze misteriose il cardinale Tosca, uno dei possibili papabili nel caso di una prematura dipartita di Papa Leone XIII. Egli non solo si era recato nella biblioteca sotto falso nome e senza avvisare la Santa Sede, ma vi si era chiuso dentro la notte per proseguire i suoi studi, solo che al mattino è stato trovato morto, con un’espressione d’orrore dipinta in faccia e senza alcun segno di avvelenamento. La situazione, come si può immaginare, è estremamente delicata, pertanto il cardinale Sarto, che già aveva consultato Holmes per la faccenda dei Cammei Vaticani, si reca in Baker Street per chiedere l’aiuto del grande detective per risolvere la faccenda…


“…la famosa indagine nell'improvviso decesso del cardinale Tosca…” (Il capitano di lungo corso). Réouver ci ha preso gusto ad “agganciare vagoni alla locomotiva”, vale a dire al Canone, ed ecco quindi un altro caso citato e mai narrato dal dottor Watson, e di sicuro uno dei più famosi assieme al Ratto gigante di Sumatra. Ma come dicevo a proposito di un altro apocrifo dello stesso autore, ben vengano!
Il caso è decisamente particolare, pesca a piene mani dalle leggende ebraiche fondendole con quelle cattoliche, e dietro c’è un complotto antisemita che mira a mantenere in cattiva luce gli ebrei, un complotto che parte dall’Austria…
Al di là delle implicazioni religiose, attenendosi ai puri fatti (come Holmes insegna), il racconto è ben scritto e scorre molto bene. Réouven riesce a ricreare molto bene i personaggi di Holmes e Watson, e a contornarli di soggetti altrettanto interessanti. Trapela un certo studio, tanto da poter parlare così a fondo di leggende ebraiche, calate in un contesto crudo e reale come quello di Whitechapel. Un apocrifo decisamente molto buono, vale sicuramente la pena leggerlo.
Il racconto fa parte del volume I passatempi di Sherlock Holmes, edito nel 1990 dalla Libreria del Giallo, e successivamente ristampata nel 2002 all’interno della collana Sherlock Holmes & Co. da Fabbri Editori.
Per quanto riguarda gli autori che hanno voluto dire la loro sulla morte del cardinale Tosca, vale la pena ricordare (correndo il rischio di scordare qualcuno) Ann Margaret Lewis, Hugh Ashton, Alder Nowland, e il nostro Luca Martinelli.

giovedì 22 ottobre 2015

La tragedia degli Addleton

Nel novembre del 1894 una giovane donna si reca a Baker Street portando con se un antico rotolo di pergamena, un palinsesto, in cerca del dottor Watson. Egli non è in casa, e la giovane lascia la pergamena alla signora Hudson. Grande è la sorpresa da parte di Holmes e di Watson nell’apprendere che la giovane non cercava i servigi dell’investigatore, ma ancor più grande meraviglia susciterà il testo del palinsesto: una storia antica di figli illegittimi in cui scorre sangue reale, un documento dal valore incalcolabile non solo dal punto di vista storico, ma soprattutto per le conseguenze dell’identificazione dei gemelli e della pubblicazione di tale scoperta. Un documento che ha già fatto versare sangue e potrebbe non essere sufficiente…


“…un resoconto della tragedia Addleton, e il contenuto singolare di un antico tumulo inglese…” (Il segreto degli occhiali a Pince-Nez). Questo apocrifo di René Réouven prende spunto da uno dei tanti casi citati (e mai narrati) da Watson nel Canone. Doyle, da vecchia volpe qual’era, ha infatti disseminato casualmente qua e là queste citazioni per far sembrare la sua produzione assai più ampia, e di conseguenza anche i successi di Holmes: sono più di 100 le untold stories, e ben presto sono state prese come punto di partenza da svariati autori per i loro apocrifi. Réouven non fa eccezione, tanto che chiede scusa al maestro Arthur Conan Doyle “per aver agganciato qualche vagone in più alla sua locomotiva”. Ma se si tratta di vagoni come questo, ben vengano!
Questo è davvero un apocrifo come si deve, ben incastrato nel Canone (tanto da alternare le fasi iniziali all’avventura dei Pince-Nez), molto ben raccontato, rispettoso dei personaggi. Ma soprattutto c’è una storia di fondo solida, che è fondamentale. Non basta tratteggiare bene Holmes e Watson: se non c’è una trama alla base, qualsiasi apocrifo crolla miseramente. Qui salta all’attenzione immediatamente che l’autore non solo è conoscitore dell’opera di Doyle, ma ha fatto numerose ricerche storiche per rendere il suo racconto credibile. Ed ha centrato l’obiettivo.
Del resto, non è la prima volta che Réouven scrive opere su Sherlock Holmes. Dal 1982 al 1990 pubblica infatti molte avventure con protagonista il detective di Baker Street, vale a dire: Élémentaire, mon cher Holmes (1982, sotto lo pseudonimo di Albert Davidson), L'Assassin du boulevard (1985), Le Bestiaire de Sherlock Holmes (1987, raccolta di racconti), Le Détective volé (1988), Les Passe-temps de Sherlock Holmes (1989, raccolta di racconti), Le Drame ténébreux qui se déroula entre les frères Atkinson de Trincomalee (1989, racconto all’interno del volume Le Nouveau Musée de l'Holmes), Histoires secrètes de 1887 (1990, racconto all’interno della rivista Enigmatika n. 40), La Plus Grande machination du siècle (1990, racconto all’interno della rivista Histoires de machinations). Nel 1993 esce Histoires secrètes de Sherlock Holmes, in cui viene raccolta tutta la produzione di Réouven su Sherlock Holmes. Purtroppo in Italia solo la raccolta I passatempi di Sherlock Holmes è stata edita nel 1990 dalla Libreria del Giallo, e successivamente ristampata nel 2002 all’interno della collana Sherlock Holmes & Co. da Fabbri Editori.