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martedì 21 ottobre 2014

Vita privata di Sherlock Holmes

Da una cassetta di sicurezza in una banca londinese spunta un manoscritto del biografo e compagno di avventure di Sherlock Holmes, il dottor John Watson. Solo dopo un secolo è possibile pubblicare lo scottante resoconto dell'avventura che portò il celebre investigatore e il suo fidato assistente a seguire la pista di un intrigo internazionale, fino a un castello scozzese sulle rive del Loch Ness. Tutto comincia quando un'affascinante straniera, scampata all'annegamento nel Tamigi e vittima di amnesia, viene portata al 221B di Baker Street. Nemmeno l'impassibile Sherlock Holmes saprà resistere al fascino di una bellissima donna in pericolo, a costo di sfidare la stessa regina Vittoria.



Chiunque abbia apprezzato il film non potrà farsi sfuggire il libro di Michael e Mollie Hardwick, tratto dalla sceneggiatura del film omonimo. Si tratta di un piccolo capolavoro, scritto in maniera impeccabile dai coniugi Hardwick, che cattura tutta l'essenza del film. Ma non è solo questo.
Vi sono tante, piccole e grandi, differenze.
Innanzitutto l'antefatto: il nipote di Watson apre la cassetta metallica del nonno nello studio del direttore della banca Cox & Co. e legge il manoscritto per l'estasiato Havelock-Smith e il signor Cassidy. E poi l'epilogo, che non svelerò per chi il libro ancora non l'ha letto.
Inoltre tante piccole piacevoli sfumature, dialoghi ampliati, descrizioni che (per ovvie ragioni) mancano nel film. Ad esempio, nel film Holmes incontra Mycroft la seconda volta da solo, nel libro è accompagnato da Watson. Ma c'è in agguato il rischio di dire troppo, e rovinare piccole piacevoli sorprese...
Dirò solo che è un gran bel libro, sia che lo leggiate prima o dopo aver visto il film, o che non lo vediate affatto (ma sarebbe un peccato...).
L'ultima edizione è di Alacràn (2008).


martedì 14 ottobre 2014

La vendetta del mastino dei Baskerville

Sherlock Holmes considera seriamente l'idea di ritirarsi, ma tre eventi misteriosi lo trattengono dal farlo: un delitto sul traghetto della Manica, un appello dal sempre enigmatico Mycroft e l'avvistamento nella brughiera di Hampstead di una creatura spaventosamente simile al famoso mastino dei Baskerville. Il detective di Baker Street raccoglie la sfida e, affiancato dal fido dottor Watson, affronta un'indagine da cui dipendono nientemeno che le sorti della nazione.






A dispetto di un titolo che fa immediatamente pensare a una bassa trovata pubblicitaria (sempre tenendo a mente di non giudicare mai un libro dalla copertina), siamo di fronte a una trama molto curata, ricca di riferimenti al Canone. Del resto l'autore è Michael Harwick (1924-1991), cui è stato assegnato il prestigioso Sign of Four, che ha pubblicato anche Vita privata di Sherlock Holmes (1970, basato sul film omonimo), Prisoner of the Devil (1979), Sherlock Holmes: My life and crimes (1984) e The private life of Dr Watson (1985). Oltre a ciò, troviamo i personaggi trattati con rispetto del Canone e mai sopra le righe, cosa molto importante nella scrittura di un apocrifo.
Il romanzo esce nel 1987 (in Italia, manco a dirlo, vent'anni dopo: nel 2007) ed è ambientato nel 1902. Troviamo un Holmes che medita il pensionamento (sappiamo che nel 1903 si trasferisce nel Sussex) e un Watson che sta per risposarsi. Il clima tra i due non è dei migliori, ma con l'andamento della trama si capisce anche il perché. Nel frattempo avvengono tre accadimenti: un'aggressione nella brughiera di Hampstead (la stessa della Bloofer Lady in Dracula), un assassinio sulla Manica e una convocazione da parte di Sua Maestà in persona per recuperare una lettera compromettente.
Gli ingredienti abbondano, quindi.
Watson ha ampio spazio di manovra e contribuisce in maniera determinante alla felice conclusione delle indagini mentre Holmes, dopo una iniziale pigrizia, si accende e raccoglie tutti i fili che sembrano ingarbugliati sciogliendoli uno ad uno.
Come anticipato, i personaggi hanno molto spessore e la storia, pur partendo a rilento, scorre via arricchendosi di colpi di scena. Siamo di fronte, quindi, a un libro che non può mancare sulla libreria di un vero sherlockiano. Disponibile in versione cartacea (Alacràn, 2007).