venerdì 20 novembre 2020

L'avventura della spia austriaca

Londra, settembre 1888. Mentre Jack lo Squartatore insanguina i vicoli dell’East End, Scotland Yard brancola nel buio. La cittadinanza è in tumulto, e Sir Charles Warren non sta riuscendo né a mantenere l'ordine né a prendere il feroce assassino. La situazione è insostenibile, e da personalità molto in alto del governo inglese viene espressamente rischiesto l'intervento decisivo del grande detective. Tocca quindi a un riluttante Sherlock Holmes mettersi sulla pista del più feroce serial killer della storia. Dopo una lunga e rischiosa indagine, forse la più difficile di tutte per l’inquilino di Baker Street, e grazie al decisivo apporto di un dottor Watson a poche settimane dal matrimonio, giustizia sarà finalmente fatta. Ma a prezzo di una verità atroce.


Anche il nostro Gianfranco Sherwood ha voluto calare la figura di Sherlock Holmes nei tetri e maleodoranti vicoli di Whitechapel per fronteggiare uno dei più famigerati serial killer della storia, Jack lo Squartatore, e supera brillantemente la prova. Molti autori hanno voluto dare la propria versione, offrendo molteplici punti di vista e proponendo diverse identità per l'assassino, e proprio in questi aspetti l'autore ha saputo differenziarsi, regalandoci un racconto per nulla scontato e molto piacevole da leggere. Sherwood predilige le tinte forti, al limite del soprannaturale, e questo in parte spiega lo stato catatonico di Holmes che, durante uno degli episodi più drammatici della vicenda, assiste a uno spaventoso rituale di evocazione demoniaca.
La trama è solida, i personaggi molto "canonici" e la ricostruzione storica appropriata: un apocrifo davvero ben costruito e strutturato, e non manca il colpo di scena finale!
Pubblicato per la prima volta su Sherlock Magazine n. 3 (DelosBooks, 2004).

domenica 27 dicembre 2015

Sherlock Holmes e lo Squartatore di Chilford

Un killer sconvolge la quiete della cittadina inglese di Chilford, nell’Essex; si tratta di un feroce assassino che non solo uccide, ma mutila senza apparente ragione i corpi delle sue vittime. Chiamato ad aiutare l’ispettore Lestrade di Scotland Yard che brancola nel buio, Sherlock Holmes e il suo fido amico dottor Watson giungono sul posto proprio nel momento in cui accade l’ennesimo efferato omicidio. Con l’impareggiabile acume abduttivo che contraddistingue il segugio inglese, il fedele Watson ci racconta questa sua nuova cronaca, richiestagli a gran voce dall’editore dello Strand Magazine, che non solo ci rivela i misteri che si celano dietro queste brutali morti, ma anche le implicazioni di una cospirazione agli alti vertici del governo inglese dell’epoca vittoriana.


Quattro omicidi in quattro giorni. Mai Sherlock Holmes si era dovuto confrontare con un assassino così violento e calcolatore! Naturalmente il movente c’è, e Holmes non tarda ad individuarlo: una volta trovata la causa, ben presto viene svelata l’identità dell’assassino, soprattutto in una piccola comunità come Chilford. Se vogliamo, l’autore pecca proprio in questo. Avendo ambientato il dramma in una piccola cittadina, infatti, non c’è motivo di far avvenire i delitti in una sequenza così ravvicinata, restringendo la rosa dei possibili colpevoli… Questo incide sull’effettiva indagine di Holmes, che trova gli indizi e individua l’assassino senza doversi sforzare più di tanto! A parte questo, il romanzo è abbastanza fluido e la ricostruzione dei personaggi di Holmes e Watson è abbastanza buona. Certo, Watson indugia un po’ troppo nel conformismo vittoriano, oltre che in quello militare/cameratesco, e devo ammettere che si tratta di un’interpretazione del personaggio piuttosto fastidiosa che si trova solo in alcuni apocrifi, in quanto in realtà nel canone non è così marcata. Quello che trovo decisamente fuori luogo è l’introduzione al romanzo, la storia della lettera a Holmes e gli altri casi da non narrare: perché rivelare particolari di casi che poi non devono essere pubblicati, proprio a causa di questi particolari? Dire il peccato per non dire il peccatore a volte rivela proprio l’identità del peccatore…
Ma dimenticando questa (pessima) introduzione e concentrandoci sul romanzo il giudizio resta incerto. Si sa che di fronte a un apocrifo si è sempre molto critici, ma tutto sommato questo merita una lettura. La trama ha spunti interessanti e i personaggi sono buoni: non sarà un capolavoro ma le ore passeranno piacevolmente.
Uscito nel 2005, è stato pubblicato in Italia per la prima volta da DelosBooks nel 2008. L’autore, Roger Jaynes, nel 2003 ha pubblicato A duel with the Devil, mentre nel 2008 ha pubblicato insieme a Emanuel E. Garcia e a Eddie Maguire Sherlock Holmes and the Three Poisoned Pawns, entrambi inediti in Italia.

venerdì 25 dicembre 2015

Merry Christmas


La campana della Vigilia

Tre giorni prima di Natale la signorina Millicent Bayliss si precipita in Baker Street per parlare con Holmes a proposito dei suoi timori, riguardanti un possibile attentato alla vita del padre, il colonnello John Bayliss di Allenbury Park, nei pressi di Alnwick. Egli è un ricco possidente, e i sospetti che la sorella Alyson, con la complicità di suo marito Theodore, che versano in grave crisi finanziaria, miri a una ricca eredità ha messo in agitazione la signorina Millicent. I timori della giovane potrebbero concretizzarsi proprio la vigilia di Natale, quando la famiglia Bayliss si riunisce in occasione delle festività, celebrando un’antica tradizione, cantando gli inni e suonando la campana nella cappella di famiglia…


Scritto da Anne Perry per una raccolta di racconti a tema natalizio, Un Natale in Holmes, fa da apripista ai suoi colleghi disegnando un piccolo dramma familiare, che pur partendo da un movente scontato ha il pregio di avere una ingegnosa peculiarità nell’esecuzione del crimine. Il racconto è breve, non consente troppi approfondimenti o “margini di manovra”, però risulta comunque molto scorrevole e ben scritto. I personaggi sono molto buoni e tutto sommato convincenti, in particolare Holmes e Watson.
La raccolta è del 1996, edita in Italia nel 2011 da Gargoyle Books. Anne Perry ha pubblicato inoltre i racconti The Christmas Gift nella successiva raccolta More Holmes for the Holidays (1999), inedito in Italia, e Ostaggio alla sorte (1999), pubblicato in Supergiallo Mondadori n. 17 (2000).

martedì 17 novembre 2015

Sherlock Holmes e la tragedia del Titanic

Nel 1912 Holmes e Watson si trovano a bordo del Titanic diretti in America, dove il detective inglese deve intraprendere una missione governativa top secret. Travestito da commodoro, Holmes ha anche l’incarico di badare a Christine Norton, giovane e attraente agente segreto, che deve consegnare alla marina statunitense dei progetti di grande importanza su di un sommergibile. Poco dopo la partenza i piani segreti vengono rubati e nascosti all’interno del transatlantico. La lista dei sospettati viene ristretta a un breve elenco di passeggeri, tra cui una bellissima vedova che non cela il suo interesse per il dottor Watson, ma soprattutto sul colonnello James Moriarty, fratello del leggendario professor Moriarty. Mentre l’indagine procede e la trama si infittisce, il Titanic si muove rapidamente attraverso l’Atlantico in direzione di New York.

 
Un romanzo datato 1996, ad opera di William Seil, giornalista e scrittore americano. Opera prima che centra subito il bersaglio, perché abbiamo tra le mani un ottimo apocrifo. L’ambientazione è sicuramente suggestiva, e lo svolgimento degli eventi reali ripercorre abbastanza fedelmente quelli tragici dell’affondamento del Titanic (senza Leonardo Di Caprio). Questi inoltre a loro volta sono incastrati con il continuum del Canone, che vede Holmes nel bel mezzo di una attività di spionaggio nel 1912. Una menzione meritano i personaggi principali (che sono molto vicini agli originali) e quelli secondari (sempre molto credibili e piuttosto interessanti). A voler trovare dei difetti, si può discutere sull’inserimento del colonnello James Moriarty, fratello del defunto professore (e perché anch’egli si chiama James?) in una trama che ne avrebbe fatto tranquillamente a meno. Di sicuro è intrigante, ma forse un po’ forzato. Oltretutto, non è un personaggio che si eleva sopra gli altri, anzi si fa notare solo sul finale in una sorta di deja vu…
A voler essere pignoli, poi, non si vede la necessità di ambientare la trama sul Titanic: funziona così bene che “spostandola” su un qualsiasi altro transatlantico cambierebbe poco o nulla. Solo sul finale, infatti, quando assistiamo alla tragedia, ci ricordiamo che siamo sul Titanic, e che non arriverà mai a New York: se si trattasse di un’altra nave e il romanzo si concludesse con un tranquillo arrivo in porto nulla a mio avviso si perderebbe della bellezza dell’intreccio.
Una curiosità: l’agente del governo inglese che coinvolge Watson in questa avventura, su richiesta di Mycroft, si chiama Sidney Reilly, esattamente come la spia di Sherlock Holmes e il diario segreto del dottor Watson… singolare, vero?
Il romanzo è stato pubblicato in Italia per la prima volta nel 2009 da DelosBooks.

mercoledì 28 ottobre 2015

La strana persecuzione

Da tre anni, ogni primo di maggio, un pacco anonimo viene recapitato al milionario industriale del tabacco John Vincent Harden, e il contenuto è sempre una pistola. Una ben strana minaccia, che potrebbe concretizzarsi il prossimo primo di maggio. La signora Harden è angosciata al pensiero, e si reca in segreto da Sherlock Holmes chiedendo il suo aiuto. Caso strano, anche il signor Harden contatta Holmes, ma la natura del problema che espone è ben diversa: egli teme per il figlio Vincent, un ventenne debole di carattere che frequenta assiduamente un uomo di nome Anthony Smith, il quale esercita una elevato influenza sul giovane Vincent. Possibile che i due fatti siano collegati?

 
“…la strana persecuzione di cui era vittima John Vincent Harden, il re del tabacco…” (Il ciclista solitario). Siamo in pieno dramma familiare: il padre è un industriale arricchito dal carattere forte, e si presume abbia molti nemici; la madre è debole e devota; il figlio è un ventenne smidollato e viziato, facile preda di gente senza scrupoli che può indirizzarne il pensiero e le azioni. Davanti a loro ecco il misterioso Anthony Smith, che vanta i doni dell’eloquenza e della cultura, dalle cui labbra pende il giovane Vincent. Sherlock Holmes ha un degno avversario, astuto e senza scrupoli, ma da vecchia volpe qual è saprà renderlo innocuo. In mezzo a tutto questo, Holmes troverà il tempo di occuparsi della misteriosa faccenda che interessa la signorina Violet Smith.
Ancora una volta Réouven dosa bene i tempi e riesce a incastrare un racconto del Canone con uno di quelli “accennati” dal dottor Watson, e la farina del sacco di questo autore è di prima qualità. Bella atmosfera, ottimo il contorno e personaggi interessanti. Sopra a tutto e tutti, ovviamente, una coppia di protagonisti che sembra uscita dalle pagine di Doyle. La trama tende ad essere forse un po’ scontata, nel senso che si intuisce ben presto come andrà a finire, ma il racconto resta meritevole di una lettura.
Il racconto fa parte del volume I passatempi di Sherlock Holmes, edito nel 1990 dalla Libreria del Giallo, e successivamente ristampata nel 2002 all’interno della collana Sherlock Holmes & Co. da Fabbri Editori.